


Tra le pubblicazioni che hanno contribuito a raccontare il lavoro di ricerca sviluppato da The HAD Human Animal Design, l’articolo pubblicato da Donna Moderna rappresenta una delle prime occasioni in cui il tema della progettazione orientata alla relazione uomo-animale è stato presentato al grande pubblico.
L’intervista affronta un tema oggi sempre più attuale: come progettare la casa pet friendly considerando non soltanto le esigenze delle persone, ma anche quelle degli animali che condividono con noi gli spazi domestici.
Gli animali come abitanti della casa
Negli ultimi anni gli animali da compagnia hanno assunto un ruolo sempre più centrale all’interno delle famiglie.
Non si tratta soltanto di una crescita numerica, ma di una trasformazione culturale che ha modificato profondamente il modo di vivere la relazione con cani e gatti.
Se gli animali sono a tutti gli effetti membri della famiglia, anche gli spazi dovrebbero essere progettati tenendo conto delle loro esigenze.
Oltre ciotole e cucce
Per lungo tempo il design dedicato agli animali è stato associato quasi esclusivamente a prodotti come cucce, trasportini o accessori.
L’intervista pubblicata su Donna Moderna evidenzia invece come il progetto possa intervenire in modo più ampio, integrando le necessità degli animali all’interno dell’architettura e dell’arredo.
L’obiettivo non è riempire la casa di oggetti dedicati agli animali, ma costruire ambienti più armoniosi e funzionali per tutti gli abitanti.
Ogni animale è diverso
Uno dei concetti centrali affrontati nell’articolo riguarda la necessità di comprendere la personalità e le caratteristiche specifiche di ogni animale.
Non esistono soluzioni universali.
Un buon progetto nasce dall’osservazione dei comportamenti, delle abitudini e delle modalità con cui cani e gatti utilizzano lo spazio.
L’organizzazione degli ambienti può contribuire a ridurre situazioni di stress, migliorare la qualità della convivenza e favorire il benessere complessivo della famiglia.
Progettare per il cane
Il cane tende generalmente a ricercare la vicinanza sociale e necessita di luoghi dedicati al riposo e al controllo dell’ambiente.
La posizione delle aree di riposo, la gestione dei percorsi e la distribuzione delle funzioni all’interno della casa possono influenzare significativamente il suo equilibrio comportamentale.
Anche piccoli accorgimenti progettuali possono contribuire a migliorare la qualità della vita quotidiana.
Progettare per il gatto
Per il gatto il tema è spesso diverso.
La possibilità di osservare l’ambiente dall’alto, disporre di rifugi protetti e utilizzare percorsi sopraelevati rappresenta una componente fondamentale del suo benessere.
Per questo motivo librerie, pareti attrezzate e sistemi integrati nell’arredo possono trasformarsi in veri e propri strumenti di arricchimento ambientale.
Human Animal Design
Molti dei temi affrontati nell’intervista anticipano ciò che oggi viene definito Human Animal Design.
Un approccio che integra design, architettura, comportamento animale e ricerca interdisciplinare per progettare ambienti, prodotti e servizi orientati alla qualità della relazione uomo-animale.
La casa Casa pet friendly non viene più considerata esclusivamente come uno spazio per le persone, ma come un ecosistema condiviso nel quale ogni abitante contribuisce a definire l’esperienza dell’abitare.
Una nuova idea di abitare
La crescente attenzione verso questi temi dimostra come il rapporto tra design e animali stia evolvendo rapidamente.
Progettare per la convivenza multispecie non significa rinunciare all’estetica o alla qualità degli spazi, ma sviluppare soluzioni capaci di migliorare il benessere di tutti.
L’articolo pubblicato su Donna Moderna rappresenta una testimonianza significativa di questo cambiamento culturale e della crescente attenzione verso una progettazione realmente orientata alla relazione.
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