
In occasione della Milano Design Week, Sole 24 Ore ha dedicato un approfondimento al Pet Design District, un progetto nato per promuovere una nuova cultura del design orientata alla relazione tra persone, animali e ambiente.
L’intervista ad Amelia Valletta ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sul ruolo che il progetto può svolgere all’interno di una società nella quale gli animali sono sempre più presenti nelle nostre case, nei luoghi di lavoro, negli spazi pubblici e nei contesti di mobilità.
Negli ultimi anni il mercato pet è cresciuto in modo significativo, ma la semplice disponibilità di prodotti e servizi dedicati agli animali non è sufficiente a rispondere alle trasformazioni culturali in atto. Diventa necessario sviluppare una nuova consapevolezza progettuale capace di considerare gli animali non come destinatari passivi di oggetti o servizi, ma come soggetti che partecipano attivamente alla costruzione delle nostre esperienze quotidiane.
Oltre il prodotto
Per lungo tempo il settore pet è stato associato principalmente alla produzione di accessori, giochi e complementi dedicati agli animali domestici.
Oggi il tema si è ampliato notevolmente.
Il design è chiamato a confrontarsi con questioni che riguardano l’abitare, la mobilità, l’hospitality, la salute, i servizi e l’organizzazione degli spazi condivisi.
In questo scenario il Pet Design District si propone come una piattaforma di confronto tra aziende, progettisti, ricercatori e professionisti interessati a esplorare nuove opportunità di innovazione.

Dall’approccio pet-friendly alla progettazione multispecie
Uno degli aspetti centrali affrontati durante l’intervista riguarda il superamento del tradizionale concetto di pet-friendly.
Accogliere gli animali non significa semplicemente consentirne la presenza all’interno di uno spazio.
Significa progettare ambienti, prodotti e servizi capaci di rispondere alle esigenze di tutti gli attori coinvolti.
Questa prospettiva richiede un approccio interdisciplinare che integri design, architettura, comportamento animale, ricerca e innovazione.
Human Animal Design
L’approccio Human Animal Design sviluppato da The HAD nasce proprio da questa visione.
L’obiettivo non consiste nel progettare esclusivamente per gli animali, ma nel migliorare la qualità della relazione tra persone, animali e ambiente.
Ogni progetto viene considerato come un sistema complesso nel quale benessere, esperienza, funzionalità e qualità dello spazio contribuiscono alla costruzione di nuove forme di convivenza.
Questa metodologia trova applicazione in ambiti differenti, dal Product Design all’Interior Design, dalla Pet Hospitality ai sistemi di mobilità, fino alle strutture veterinarie e ai servizi dedicati alla salute e al benessere animale.
Il ruolo del Pet Design District
Il Pet Design District nasce dalla volontà di portare questi temi all’interno del dibattito culturale e progettuale contemporaneo.
Attraverso esposizioni, talk, incontri e attività di divulgazione, il progetto intende favorire il dialogo tra discipline differenti e contribuire alla diffusione di una nuova cultura del progetto orientata alla convivenza multispecie.
La crescente attenzione dimostrata dai media e dagli operatori del settore conferma che il tema della relazione uomo-animale rappresenta oggi uno dei territori più interessanti per il design contemporaneo.

Verso il futuro
Le trasformazioni sociali in corso richiedono nuove competenze, nuove metodologie e nuove prospettive.
Il design può svolgere un ruolo fondamentale nell’accompagnare questo cambiamento, contribuendo alla costruzione di ambienti, prodotti e servizi capaci di migliorare la qualità della vita di persone e animali.
Il Pet Design District rappresenta un passo in questa direzione: non un semplice evento dedicato al mercato pet, ma un laboratorio culturale nel quale immaginare nuove forme di convivenza e nuove opportunità di innovazione.
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