Pet-friendly o pet-ready? Come cambia il design dell’ospitalità e del viaggio. Dall’accoglienza degli animali alla progettazione di spazi, prodotti e servizi realmente capaci di rispondere alle esigenze della convivenza uomo–animale.

Viaggiare con il proprio cane o gatto è un’esperienza sempre più diffusa. Hotel, resort, strutture ricettive e operatori dei trasporti stanno progressivamente ampliando la propria offerta pet-friendly, riconoscendo l’importanza di un pubblico che desidera condividere viaggi, soggiorni ed esperienze con i propri animali.
Ma esiste una differenza sostanziale tra essere pet-friendly ed essere realmente pet-ready.
Accettare la presenza di un animale non significa necessariamente essere preparati ad accoglierlo. La qualità dell’esperienza dipende anche da come gli ambienti, i servizi e i prodotti sono stati pensati per rispondere alle esigenze delle persone e degli animali che li condividono.
È proprio in questa distinzione che il pet design applicato all’hospitality e al travel può contribuire a trasformare la cultura dell’accoglienza.

Pet-friendly e pet-ready: qual è la differenza?
Il termine pet-friendly identifica generalmente strutture e servizi che consentono l’accesso agli animali, talvolta attraverso dotazioni o attenzioni specifiche.
Essere pet-ready, invece, significa adottare una prospettiva più consapevole: interrogarsi su quanto gli ambienti e i servizi siano effettivamente adeguati alle caratteristiche etologiche e comportamentali degli animali, oltre che alle esigenze dei loro proprietari.
Una camera d’albergo può essere pet-friendly perché ammette i cani, ma non necessariamente offrire condizioni ottimali per il loro riposo. Un mezzo di trasporto può consentire la presenza di animali senza avere previsto adeguatamente percorsi, spazi di attesa o modalità di gestione delle diverse esigenze.
La questione, quindi, non riguarda soltanto ciò che è consentito, ma soprattutto ciò che è stato progettato.

Il pet design nell’hospitality: progettare il benessere condiviso
Il benessere animale non può essere considerato separatamente dal contesto ambientale e relazionale in cui si manifesta.
Rumori, superfici, illuminazione, organizzazione degli spazi, possibilità di movimento e disponibilità di aree di riposo possono influenzare il comportamento e la qualità dell’esperienza dell’animale.
Allo stesso tempo, un ambiente adeguatamente progettato può contribuire a rendere il soggiorno più sereno per il proprietario e più semplice da gestire per gli operatori.
L’approccio di The HAD Human Animal Design® considera tre dimensioni interconnesse: il benessere etologico dell’animale, il benessere della persona e la qualità della relazione che li unisce.
Questa visione permette di affrontare la progettazione dell’ospitalità attraverso un modello interdisciplinare che integra design, architettura, etologia e studio dei comportamenti.
L’obiettivo non è creare ambienti esclusivamente dedicati agli animali, ma sviluppare soluzioni che migliorino la qualità della convivenza e dell’esperienza condivisa.

Dalla camera d’albergo agli spazi comuni: dove interviene il pet design?
Un progetto di pet hospitality richiede di osservare l’esperienza nella sua complessità.
Nelle camere, ad esempio, è importante valutare la disposizione degli arredi, i materiali, le condizioni acustiche e la possibilità di individuare aree di riposo appropriate.
Negli spazi comuni diventano rilevanti l’organizzazione dei percorsi, la gestione delle distanze e delle interazioni, la presenza di aree di attesa e la leggibilità delle informazioni.
Negli ambienti esterni occorre considerare le possibilità di movimento, esplorazione e soddisfacimento dei bisogni fisiologici, oltre alla sicurezza e alla manutenzione degli spazi.
Anche la formazione del personale e la comunicazione con gli ospiti fanno parte dell’esperienza: una struttura realmente preparata deve poter offrire indicazioni chiare e coerenti con le caratteristiche dei servizi disponibili.
Il pet design, dunque, non si esaurisce nell’introduzione di accessori o arredi dedicati, ma riguarda l’intero sistema di accoglienza.
Pet-friendly travel: il viaggio è parte dell’esperienza
La qualità dell’accoglienza non inizia al momento del check-in.
Per chi viaggia con un animale, l’esperienza comprende gli spostamenti, le attese, l’accesso ai mezzi di trasporto, le soste e l’arrivo a destinazione.
Traghetti, treni e altri sistemi di mobilità rappresentano contesti progettuali particolarmente interessanti, perché richiedono di conciliare esigenze differenti all’interno di ambienti condivisi, spesso caratterizzati da vincoli spaziali e operativi.
Anche in questi casi, la progettazione può intervenire sull’organizzazione dei percorsi, sulla segnaletica, sulla scelta dei materiali e sulla definizione di servizi capaci di migliorare la gestione della presenza animale.
Considerare il viaggio come parte integrante dell’esperienza significa superare una visione frammentata dell’offerta pet-friendly e sviluppare una maggiore continuità tra mobilità, soggiorno e destinazione.
Una nuova opportunità per le imprese dell’hospitality e del turismo
Per hotel, resort, operatori turistici e aziende dei trasporti, evolvere verso un modello pet-ready rappresenta anche un’opportunità strategica.
La progettazione di ambienti e servizi più consapevoli può contribuire a differenziare l’offerta, migliorare la qualità percepita e sviluppare nuove proposte di valore.
Non significa necessariamente investire in trasformazioni radicali.
Spesso il primo passo consiste nell’analizzare ciò che già esiste, identificare eventuali criticità e individuare opportunità di miglioramento attraverso un processo strutturato di assessment, ricerca e definizione delle priorità.
In questo percorso, The HAD affianca le imprese attraverso attività di ricerca strategica, advisory e design innovation, con l’obiettivo di integrare la cultura del benessere animale nelle politiche di sviluppo di ambienti, prodotti e servizi.
Dall’accoglienza alla cultura del progetto
Il futuro della pet hospitality non dipenderà soltanto dal numero di strutture che accetteranno animali, ma dalla loro capacità di sviluppare esperienze realmente adeguate alle esigenze di chi le vive.
Il passaggio dal pet-friendly al pet-ready richiede un’evoluzione culturale prima ancora che progettuale: riconoscere gli animali come soggetti con bisogni propri e considerare la relazione uomo–animale come parte integrante dell’esperienza.
Perché accogliere significa consentire l’accesso. Essere preparati ad accogliere significa aver progettato l’esperienza.
Living Together è il progetto editoriale di The HAD Human Animal Design® dedicato all’evoluzione degli ambienti, dei prodotti e dei servizi per la relazione uomo–animale. Il numero 04 esplora il tema della Pet Hospitality & Travels, tra nuove esigenze dell’abitare temporaneo, mobilità e cultura del progetto.

